DAL MONDO, NEWS — 30 giugno 2012 19:41

“Gli indemoniati come i down” parole del Monsignor Gemma


Di Giorgia Romagnoli
La notizia di oggi mi ha lasciato piuttosto amareggiata, ma non sorpresa, perché a dire la verità non è la prima volta che si sentono certe parole provenire dalla bocca di componenti della chiesa. Per parlare più in specifico questa dichiarazione è stata fatta dal Monsignor Gemma durante la messa in onda del 9 giugno scorso del programma “Vade retro” nel canale tv 2000 che è di proprietà della Conferenza episcopale italiana e queste di seguito sono parole testuali del Mons.: “E’ successo poco meno di una settimana fa: un posseduto che come conseguenza della sua possessione è diventato simile, mi spiego, a un down, quindi non capisce, fa gesti… A un certo punto, quando il demonio si è deciso a manifestarsi anche a me, abbiamo dovuto tenere questo ragazzino con forza tanto era cambiato il suo atteggiamento. Voi conoscete un bambino di quelli che chiamiamo psicolabili o disabili, che fanno dei gesti inconsulti.”
A dir poco giustamente un gruppo di 52 genitori con figli con la sindrome di down, che hanno assistito a queste parole, hanno deciso di scrivere una lettera di protesta a “Repubblica”, con relativa richiesta di scuse da parte del Mons.: “Dopo aver ascoltato le parole di monsignor Andrea Gemma, siamo molto amareggiati. I nostri figli pur avendo questa condizione genetica che comporta dei ritardi cognitivi, non sono simili a degli indemoniati. Sono ragazzi che riescono a raggiungere dei grandi risultati se sostenuti al meglio. Non è possibile definirli come persone che non capiscono. Sono troppe le discriminazioni che arrivano dal clero verso le disabilità. Un rappresentante della Chiesa non può e non dovrebbe permettersi di apparire in tv e rilasciare certe dichiarazioni. Non possiamo accettare che queste affermazioni vengano espresse dal paladino dei più deboli: come genitori chiediamo le scuse dal vescovo. E non provate a smentirci con ‘non ci siamo capiti, avete frainteso’. Sapete che non è così, cercate di non offendere la nostra intelligenza e la nostra sensibilità di genitori. Consigliamo a Monsignor Gemma di passare un po’ del suo prezioso tempo con ragazzi disabili per conoscerli e confrontarsi con loro”.
Per ultimo mi rivolgo al Vescovo: “Caro Mons. Gemma, io spero tanto che prima o poi Lei abbia davvero a che fare con persone affette da sindrome di down, perché vista la sua “enorme” sensibilità e intelligenza potrebbe imparare molte più cose Lei da loro di quante Lei non ne abbia insegnate ai suoi fedeli in tutti gli anni della sua vita.”

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